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giovedì 10 settembre 2015

Gli ultimi saranno i primi.


In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

Commento al Vangelo del giorno: Gli ultimi saranno primi

Dio ha un grande cuore (cf lGv 3,20), e se guardiamo con sincerità la nostra vita, allora sappiamo bene che qualunque cosa abbiamo lasciato per lui, egli ce l’ha veramente ricambiata «cento volte tanto». Non possiamo superarlo in generosità. Dio non attende l’altra vita per darci la ricompensa, ma «dona fin da questa vita cento volte tanto» (Teresa d’Àvila), anche se questo mondo rimane un mondo di persecuzioni, di dolore, di sofferenze. (Joseph Ratzinger)

“Lasciare” è la parola chiave di oggi. A partire da Pietro, che, forse, con un pizzico di rammarico e di nostalgia fa notare a Gesù che la Sua richiesta è “troppo” alta. Gesù accoglie l’osservazione, ma aggiusta il tiro. Non per ricevere consensi, ma per ricordarci che avere non è tutto. Possiamo anche non avere “casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi”, ma tutti abbiamo un cuore che può diventare casa accogliente, fratelli e sorelle che giocano e sorridono, padri che si prendono cura dei deboli, madri che generano alla fede, figli di speranza, campi di carità. Possiamo anche non avere un futuro, ma di certo abbiamo tutti un passato e un presente da nutrire di fedeltà sempre nuova. A riguardo Madeleine Delbrel afferma: “Non dovete nessuna fedeltà al passato in quanto passato; darete fedeltà soltanto a ciò che a voi ha portato di eterno, cioè di carità”. Per fare il bene ogni luogo è buono. Ce lo insegna pure san Filippo Neri, le note della sua vita apostolica ci dicono che li visse all’insegna della libertà e della carità: “La vita contemplativa che egli attua è vissuta nella libertà del laico che poteva scegliere, fuori dai recinti di un chiostro, i modi ed i luoghi della sua preghiera: Filippo predilesse le chiese solitarie, i luoghi sacri delle catacombe, memoria dei primi tempi della Chiesa apostolica, il sagrato delle chiese durante le notti silenziose. Coltivò per tutta la vita questo spirito di contemplazione, alimentato anche da fenomeni straordinari, come quello della Pentecoste del 1544, quando Filippo, nelle catacombe si san Sebastiano, durante una notte di intensa preghiera, ricevette in forma sensibile il dono dello Spirito Santo che gli dilatò il cuore infiammandolo di un fuoco che arderà nel petto del santo fino al termine dei suoi giorni”.

lunedì 17 agosto 2015

70 giorni in coma e al risveglio fa una domanda assurda al suo ragazzo.



Dopo il terribile incidente Fu Jun ha trascorso 70 giorni in coma, vegliata dal fidanzato e dalla famiglia. Chen Ben infatti non hai mai abbandonato il suo capezzale, rimanendole accanto per tutto il tempo in cui la fidanzata è stata in coma. Quando si è svegliata però, ha lasciato tutti a bocca aperta.

È successo in Cina, nella città di Anshan, dove la ragazza è stata ricoverata in seguito ad un incidente d'auto e per 70 giorni non si è risvegliata dal coma. Al suo risveglio ha stupito tutti con una reazione inaspettata; il fidanzato e la mamma della ragazza erano elettrizzati quando la giovane ha aperto gli occhi e ha iniziato a parlare, ma sono rimasti subito a bocca aperta. La donna infatti, ha chiesto al fidanzato perché era rimasto al suo fianco dicendogli che non voleva essere un peso per lui.


Chen Ben, che aveva addirittura lasciato il lavoro per poter restare al suo fianco, è rimasto stupito da tale reazione ma non ha abbandonato il suo compito. Imperterrito, è rimasto al suo fianco anche durante la riabilitazione, fino a che Fu Jun è tornata a camminare perfettamente. Il periodo del trattamento è stato lungo, ma oggi la giovane donna sta bene, e i due stanno per sposarsi. La costanza di Chen Ben l'ha premiato, e la giovane ha infine apprezzato la generosità del fidanzato che l'ha vegliata giorno e notte quando era in stato vegetativo. La loro storia d'amore e di dedizione ha fatto il giro del web dopo che i tabloid locali come il Tencent News, il portale d'informazione più diffuso in Cina, hanno riportato la notizia.

sabato 15 agosto 2015

Impegno e Sacrificio.

Come nasce il blocco emotivo e qual'è la soluzione.

L’essere umano deve essere cosciente che non è i suoi pensieri e nemmeno le sue emozioni, tanto meno le sue paure.

Il blocco emotivo a livello psichico si forma per paura di non essere all’altezza, per paura di sbagliare e perché la società non corrisponde il valore che l’individuo attribuisce a sé stesso.
L’accidia di fatto è la conseguenza dello smarrimento che l’individuo sperimenta a causa dello stress post perdita dell’”oggetto certezza” e della corsa veloce e impazzita per poterlo riprendere ma senza esito.
Il pensiero incessante e l’emotivo instabile di questa corsa, portano ad a una specie di crash del corpo umano, rendendolo in stallo giorno dopo giorno.
Soluzione: accettarsi per quello che sì e ripartire da sé stessi.
La vera libertà che l’uomo sperimenta è quella di chiedere tutto a sé stesso, eliminando giorno dopo giorno dal suo viaggio sulla terra dipendenze e pregiudizi assumendosi le responsabilità per le proprie azioni.
Un guerriero non vive di dubbi… agisce sempre chiedendo tutto a sè stesso.

Modificare la comunicazione interiore ed esteriore.

Ciò che ci è stato detto e che ci era insopportabile è il messaggio interiorizzato che ripetiamo a
noi stessi, talvolta in una versione che, nel corso
della vita, viene corretta e intensificata. Sono gli
stessi messaggi che diamo a noi stessi che contribuiscono a mantenere una cattiva autostima.


Si tratta di una comunicazione interiore, di un
dialogo intimo a volte incessante, che colora tutta
la nostra esistenza e dà vita alle nostre emozioni e
alle nostre azioni.
L'approccio psicologico chiamato "programmazione neuro-linguistica" o PNL mette in evidenzia come non siano gli avvenimenti a determinare
le nostre emozioni e le nostre azioni, bensì la nostra interpretazione degli avvenimenti, ciò che ci
diciamo su noi stessi e ciò che ci diciamo a proposito degli avvenimenti.
Immaginiamo che Paolo sia stato appena licenziato dal posto di lavoro. Se, da bambino, si è sentito ripetere in continuazione che era stupido, che non sarebbe mai arrivato da nessuna parte, che non
avrebbe mai potuto farcela nella vita, Paolo avrà la tendenza a dirsi: "Non è sorprendente che io sia
stato licenziato perché, in ogni caso, non posso farcela nella vita, sono troppo stupido!".
Essendo sintonizzato su questo tipo di dialogo
interiore, Paolo si sentirà molto triste e arrabbiato, se la prenderà con se stesso, perderà ulteriormente fiducia in sé e perderà anche qualunque
motivazione a cercare un altro lavoro; profondamente convinto di non potercela fare, di essere
troppo stupido.
Altro scenario: immaginiamo che Piero sia stato
licenziato dal suo posto di lavoro ma che, durante
la sua infanzia, abbia ricevuto molti permessi co
me: "Hai il diritto di riuscire", "Sei importante",
"Hai diritto di chiedere aiuto". Piero si ripeterà
questi messaggi e dentro di sé ne sarà convinto.
Senz'altro proverà tristezza e collera all'idea di
perdere il lavoro, ma non si dispererà di fronte alla
situazione. Troverà delle possibilità per farsi aiutare, avrà la certezza di ritrovare presto un altro
lavoro e saprà prendersi cura di se stesso. Continuerà a coltivare una visione positiva della vita e
degli altri e, grazie al suo atteggiamento positivo,
presto troverà effettivamente un altro lavoro.
Le due situazioni sono identiche, si tratta sempre di licenziamento, ma cambia il contenuto; i
messaggi che Piero e Paolo si danno sono fondamentalmente diversi e questa differenza cambia
la qualità della loro vita.
L'avvenimento rappresenta solo uno degli aspetti
del problema; conta soprattutto l'interpretazione
di questo avvenimento e le capacità che abbiamo
sviluppato di farvi fronte.
Qualunque essere umano può programmare i
propri pensieri e, attraverso questi, influenzare le
proprie emozioni e i propri comportamenti; come
scegliamo i nostri pensieri, così mettiamo in moto
i dialoghi interiori svilenti o positivi, stimolanti, che
influenzano la nostra vita, quando prendiamo finalmente coscienza del modo in cui comunichiamo con noi stessi.
È possibile scoprire il nostro dialogo interiore 
prestando attenzione a ciò che diciamo a noi stessi su noi stessi, ogni volta che ci troviamo in una situazione difficile della vita. Tra le frasi pronunciate più spesso dalle persone che hanno una cattiva autostima troviamo:
"È tutta colpa mia".
"Le persone non mi amano".
"Mi percepiscono come una minaccia".
"Devo fare quel che vogliono gli altri".
"Non ha importanza".
"Non ci sono speranze".
"Ho provato di tutto".
"Mi faccio sempre fregare".
"Non mi ascoltano".
Queste frasi sono il segnale di un dialogo interiore negativo.
I messaggi trasmessi dai genitori e dagli altri
adulti durante l'infanzia sono ormai così radicati
nella persona, che questa continua a ripeterseli
senza neppure rendersene conto.


Che fare?


Il primo passo consiste sempre in una presa di
coscienza del nostro stato di disistima, bisogna poi
identificare gli elementi di questo dialogo interiore, anche schematizzandoli in un quaderno. Diventa allora possibile modificare gli elementi di
questo dialogo dandosi dei permessi, dei messag
gi positivi e incoraggianti.
All'inizio può sembrare artificioso! Per tanti anni
abbiamo ascoltato ben altre frasi! Tuttavia, perseverando e trasformando sistematicamente i messaggi negativi in permessi costruttivi, l'autostima
migliora, influenzando la vita emozionale e il comportamento della persona.


La comunicazione esteriore


La comunicazione interpersonale poggia direttamente sul dialogo interiore delle persone interessate. Se il nostro genitore interiore ci condanna e ci strapazza in continuazione, il contenuto della
nostra comunicazione con gli altri rifletterà questo stato di cose. Avremo la tendenza a: "scusarci
di esistere", "cancellarci a vantaggio degli altri", "avere paura di disturbare gli altri", "manipolare
invece di chiedere direttamente ciò di cui abbiamo bisogno", "lamentarci invece di prenderci la
responsabilità della nostra realtà" e, soprattutto, "avere molti timori all'idea di doverci affermare di
fronte agli altri, prendere la parola in pubblico, rifiutare un piacere o prendere il nostro posto in
mezzo agli altri".
Al contrario, quando è positivo, il dialogo interiore è fatto di permessi e di apprezzamenti e ci dà
la possibilità di comunicare semplicemente, in
modo chiaro e senza timori, con chi ci circonda. (...)


COMMENTATE !!

venerdì 17 aprile 2015

Incoscio e caratteri.

Ecco come il tuo inconscio sceglie al posto tuo: gli 8 eroi

15 APRILE 2015 Di FRANCESCO CRACOLICI 

I cani (si, io e Stefano siamo fissati con i cani) sono la versione addomesticata dei lupi.

Non proprio tutti, ma in linea di massima le razze canine hanno come antenato il lupo.

Nella preistoria poteva capitare che alcuni lupi con un’indole molto docile si avvicinassero agli uomini per mangiare i loro avanzi.  Se questi lupetti erano così tanto buoni da farsi “addomesticare” dagli uomini, diventavano parte della tribù e fedeli aiutanti. E con il passare delle ere si sarebbero trasformati nei nostri cani.

Non tutti i lupi però si facevano addomesticare, alcuni erano troppo aggressivi e “dominanti” per stare alle regole degli uomini e preferivano morderli. Fin qui niente di nuova, ma continua a leggere per il colpo di scena...

Infatti  i lupi, come tutti gli animali che vivono in branchi, hanno un problema:

Se ci sono troppi lupi mansueti allora il branco è inefficenteSe ci sono troppi lupi aggressivi finisce che si litiga in continuazione.

Per questo motivo madre natura, o la selezione naturale, ha fatto in modo che, durante il primo anno e mezzo di vita, ogni lupo avesse sempre solo una di queste due attitudini.

I lupi con una pulsione naturale per il comando, quindi aggressivi e diffidenti.I lupi a cui sta bene l’essere comandati, quindi più mansueti e amichevoli.

La stessa identica cosa avviene negli umani: nel corso della nostra vita sviluppiamo un’indole precisa, per ricoprire un ruolo ideale nella vecchia tribù degli uomini.

In pratica funziona così: ognuno di noi ha in testa un eroe e per tutta la nostra vita il nostro unico obiettivo, in ogni nostra scelta, è quello di assomigliare il più possibile a lui.

A livello inconscio, ogni volta che dobbiamo compiere una scelta ci chiediamo: questo mi aiuterà a diventare il mio eroe?

Ci sono in totale otto tipi di eroi, e ognuno di noi si identifica con uno di questi.

Proprio come i lupi, per garantire che i “branchi di umani” fossero equilibrati, con il giusto numero di leader e il giusto numero di seguaci, la natura ha fatto in modo che ognuno di noi avesse il bisogno di ricoprire uno di questi otto ruoli.

“Il mondo è bello perché c’è un solo Dalì, un solo Picasso ed un solo Einstein. Se ci fossero 300 Dalì, Picasso, e Einstein il mondo sarebbe un inferno”
– Salvador Dalì


E no, non è una teoria ignota o che ho inventato io, è una delle basi della cultura contemporanea. Questa teoria la insegnano:

A tutti gli sceneggiatori di serie tv, fumetti e film. Se non ne sei al corrente difficilmente verrai assuntoIn molte tra le scuole di vendita più famose del mondo Nelle più grandi agenzie pubblicitarie degli Usa.

E’ molto probabile che leggendo ti riconoscerai in almeno uno degli otto eroi. E no, non c’è ne uno migliore di altri, e nemmeno uno più scarso, si tratta di pulsioni diverse che sono scritte nel nostro DNA.

1 – I 4 membri Alfa

I primi 4 eroi che ti sto per fare vedere hanno una naturale propensione al comando. Le persone con questo tipo di “archetipo” in testa non hanno problemi a farsi valere, o a mettersi in mostra, anche a costo di litigare. Si concentrano sempre sul loro obiettivi e sopratutto raramente parlano di quanto hanno “faticato”. Solo il 25% circa delle persone ha in testa uno di questi eroi.

In ogni serie TV di successo, dagli anni 70 in poi (anche italiana) se ci sono 4 protagonisti ognuno di loro rappresenta un Eroe.

Anche A team

 

2 – I 4 membri Beta

A differenza dei primi questi non hanno ambizione di comando, o di superare chi gli sta attorno, preferiscono stare più tranquilli.  Proprio come i lupi più docili stanno bene con tutti, non litigano quasi mai, anche se hanno qualche problemino in più  nel fare scelte. Gli Alfa si concentrano sul risultato, i Beta sul processo. Per fare un esempio, se chiedi a qualcuno “come va all’università?”

Un Beta si concentra sul processo, quindi ti dirà “studio tanto”Un Alfa si concentra sul risultato quindi ti dirà ” Ho dato 3 esami”

Ti ripeto che non c’è nulla di male nell’essere Alfa o Beta, vediamoli nel dettaglio

Alfa 1: Il comandante

Alcuni di noi hanno una pulsione naturale per cercare di essere sempre i migliori. L’obiettivo di chi ha un eroe “comandante” è quello di essere il migliore, di avere prestigio, di farsi valere sempre e spessonon accettano di avere torto.

La paura di queste persone è quella di essere inferiore agli altri, di essere superato e battuto, e nella preistoria queste persone erano i capi-tribù.

ALFA 2: La Lady Gaga

La neo-regina del pop una volta ha indossato un vestito fatto di carne, praticamente è unica. Le persone di questa categoria hanno sempre accanto un eroe che impone di essere unici.

Non temono le novità, la loro più grande paura è essere comuni, indistinguibili, vogliono essere diversi dagli altri a tutti i costi. Non migliori, ma unici. Nelle nostre antiche tribù queste persone erano quelle che sperimentavano tutto ciò che potevano, e spesso erano gli “originali” e per via della loro imprevedibilità erano spesso i capi delle varie tribù.

Alfa 3: I 30 e lode

Alcune persone studiano per il piacere di sapere e se il tuo Eroe è un 30 e lode sei uno di questi. Il loro Eroe vuole dimostrare al mondo di essere all’altezza e l’unico modo che ha per farlo è far vedere quante cose sa. Deve far vedere al mondo che la sa lunga.

Gli interessano i dettagli, sa e dimostra di sapere, e ha una sola grande paura: non essere abbastanza preparato; nella tribù questo individuo era uno studioso, oppure un inventore.

Alfa 4: Il signor Scrooge.

In “Xmas Carol” di Dickens il protagonista è il signor Scrooge, ovvero uno ricco ma ancor più tirchio. Se il tuo eroe è Scrooge vuol dire che non hai problemi a fare sacrifici per una causa superiore, e il tuo fine principale è risparmiare in vista di qualcosa di più importante.

Questi erano i guerrieri della tribù, quelli che, pur di difendere il proprio popolo, passavano notti insonni e pasti a base di vermi. Oppure organizzavano le risorse dell’accampamento.

Beta 1: L’orso abbraccia tutti

Passando a coloro che non hanno più l’istinto del comando, il primo è l’orso abbraccia tutti. L’obiettivo di questa persona è fare tutto in funzione delle persone che ama e vuole bene. Se compie una scelta vuole che questa vada a vantaggio di chi gli sta vicino. Praticamente il partner perfetto. 

Beta 2: L’insicuro

La maggior parte delle persone ha questo Eroe impresso in testa, e la sua più grande paura è sbagliare, è essere insicuro. Così compiono una scelta solo se sono sicuri al 500% che non sia un flop. Se non riconosci l’eroe di qualcuno è molto probabile che sia un insicuro.

Beta 3: Quello della sveglia alle 13

Lo stimolo di questa persona è quello di esser comodo e tranquillo. Nessuno problema, nessuna preoccupazione e nessuna bega: questo è il suo ideale.

Hakuna Matata, insomma.

Vuole diminuire al minimo i suoi problemi e ha paura delle cose troppo complesse da fare.

Beta 4: Il risparmiatore

Questo tipo di persona è legata al risparmio. Non si tratta di qualcuno che vuole tanti soldi, ma di uno che fa di tutto pur di non perdere i suoi. Ha una sola paura: perdere le sue risorse.

Conclusione

Ok abbiamo finito, ci tengo a dirti che, anche se molte persone hanno due o più eroi, c’è sempre uno preponderante.

La prossima volta che incontri qualcuno,allenati a capire subito se si tratta:

Di un Alfa che ha una tendenza ad essere leaderDi un Beta a cui non importa di essere leaderSe non ha assolutamente alcun problema nel fare sacrifici per una causa più grande è uno ScroogeSe noti che ha qualcosa di molto originale che lo distingue è un Lady GagaSe vuole emergere attraverso la sua conoscenza è un 30 e lodeSe il suo obiettivo è essere il più figo stai certo che è un ComandanteSe fa tutto in funzione dei suoi cariSPOSALOL’eroe della maggior parte delle persone è uno che desidera solo la sicurezzaSe odia le cose complicate è un comodistaSe è disposto a tutto pur di risparmiare qualche soldo è un risparmiatore

Ogni volta che capisco l’eroe di chi mi sta di fronte, mi basta allinearmi a come ragiona per subito entro nelle sue grazie.

Divento meritevole di fiducia, affascinante e sopratutto la gente mi segue.

Per questo ti propongo una sfida: per la prossima settimana allenati a riconoscere gli Eroi di almeno 10 persone, e in ben che non si dica sarai il più simpatico che abbiano mai visto.

E tu in quale profilo ti riconosci? Fammelo sapere qui sotto nei commenti! 

domenica 12 aprile 2015

Come meditare: la mia esperienza pratica.

Consigli pratici su come meditare e trarre benefici da questa pratica millenaria.

“Giocare a Tetris per 15 minuti è la miglior pratica meditativa che conosca.”

Ezra Koenig.


Ho tenuto a lungo questo post tra le bozze. Mi sono spesso chiesto: “chi sono io per dare lezioni sul come meditare?“, “ci sono troppi pregiudizi sulla meditazione, molti lettori storceranno il naso“, “come faccio a rendere pratico un argomento così complesso?“. Insomma: stavo procrastinando.

Alcuni commenti sulla pratica meditativa all’articolo sull’Archetipo del Guerriero, mi hanno fatto capire che era arrivato il momento di affrontare questo argomento essenziale per il nostro percorso di Crescita Personale. In questo articolo ho cercato di sintetizzare l’esperienza che ho maturato negli ultimi 5 anni sulla meditazione, in particolar modo:cos’è la meditazione, perché dovresti iniziare una pratica meditativa ed alcuni consigli molto pratici su come iniziare a meditare.

Cos’è la meditazione

Ammetto di aver avuto molti pregiudizi sulla meditazione prima di iniziare a praticarla con costanza. Consideravo la meditazione una di quelle mode passeggere, robaccia new-age, senza alcun risvolto pratico. Non potevo avere più torto.

Indubbiamente la meditazione è una pratica millenaria legata a religioni come Buddhismo o Induismo, ma la verità è che le pratiche meditative possono essere ritrovate negli ambiti più disparati, dalle religioni occidentali (la preghiera è meditazione), all’arte, fino alle più recenti applicazioni nella lotta allo stress. La meditazione ha una sua storia, ma non per questo deve avere un’etichetta. Da questo punto di vista, apprezzo la definizione di Wikipedia.

La meditazione è, in generale, la pratica di concentrazione della mente su uno o più oggetti, immagini, pensieri (o talvolta su nessun oggetto) a scopo religioso, spirituale, filosofico o semplicemente dimiglioramento delle proprie condizioni psicofisiche.

Fonte: Wikipedia.


Ora che ci siamo liberati da alcuni dei più annosi pregiudizi sulla meditazione, probabilmente ti starai chiedendo: “ma perchédiamine dovrei perdere tempo con la meditazione?! Ho una vita molto impegnata IO, non sto mica qui a pettinare le bambole!“

Perché dovresti meditare

Meditare con in mente un obiettivo è di per sé errato. Se proiettiamo la nostra mente in un futuro prossimo, riempiendola di aspettative di fatto NON stiamo meditando. La meditazione deve infatti aiutarci a riportare la nostra mente e la nostra attenzione nelmomento e nel luogo presente, ovvero deve aiutarci a raggiungere quella che ho definito la Quiedora.

Detto questo, è innegabile che la meditazione abbia molteplici benefici a breve, medio elungo termine, dimostrati da numerosi studi scientifici. Di seguito ti ho riportato i 3 principali benefici che potrai trarre da un pratica meditativa costante:

Maggiore concentrazione. Molti considerano il tempo la risorsa più preziosa; in verità il tempo è la risorsa più democratica che esista: ne abbiamo tutti a disposizione 86.400 secondi al giorno. La vera risorsa scarsa oggi è laconcentrazione. La mente umana tende ad essere facilmente distratta. Data una specifica attività, la nostra attenzione si dimezza dopo 15-20 minuti, per annullarsi del tutto dopo circa 40-45 minuti. Questo fenomeno prende il nome di “decremento di vigilanza” ed è il motivo per cui una sessione di studio non dovrebbe mai durare più di 45 minuti. Da uno studio condotto da K.A. MacLean dell’Università della California, è emerso come la pratica meditativa sia in grado di contrastare il fenomeno del “decremento di vigilanza“. La meditazione, infatti, abitua la nostra mente a mantenere la concentrazione per periodi prolungati. Tali principi sono alla base di tecniche di concentrazione, come ad esempio la Tecnica del Mandarino.Rafforzamento del sistema immunitario. La meditazione è in grado di ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, presenti nel nostro organismo: ne conseguon effetti benefici sul nostro sistema immunitario. Tuttavia, numerosi studi hanno dimostrato come la meditazione abbia un impatto ben più esteso. Molto interessante è ad esempio il notevole incremento di anticorpi nei partecipanti del programma Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR). Insomma meditare può avere impatti concreti sulla tua salute.Miglioramento della memoria. La meditazione è in grado di modificare letteralmente il nostro cervello. Unostudio congiunto condotto dai ricercatori di Yale ed Harvard ha dimostrato come la meditazione sia associata ad un incremento della materia grigia in quelle regioni del nostro cervello collegate all’apprendimento e alla memoria. Meditare ti rende più intelligente. Non a caso ho riportato all’interno della guidaStudia meno, Studia meglio alcune tecniche di respirazione, basate sui principi della meditazione, in grado di rafforzare la tua mente e riportarla allo stato ottimale per lo studio.

Spero di non averti annoiato con i riferimenti ai diversi studi scientifici, ma è di fondamentale importanza che tu ti convinca della concretezza e dell’efficacia di questa pratica, spazzando via qualsiasi pregiudizio. Adesso però, è arrivato il momento di metterci in azione e scoprire: come meditare nella pratica.

Come meditare

Esistono decine di differenti forme di meditazione ed altrettante tradizioni meditative. In questo post ho deciso di riportarti la pratica meditativa che personalmente ritengo più semplice edefficace, nonché scevra (‘mazza come parlo raffinato oggi) di etichette di alcun genere: lameditazione mindfulness. Ecco alcuni consigli pratici per la tua prima sessione di meditazione:

Siediti comodamente, ricordandoti però di tenere la schiena ben eretta. Puoi sederti su una qualsiasi sedia o se preferisci puoi sederti a terra, assumendo la classica posizione del loto (con le gambe incrociate, come in fotografia). Inizialmente ti consiglio di assumere la posizione del semi-loto, in cui un solo piede è appoggiato alla coscia opposta, mentre il secondo si trova sotto l’altra coscia. Personalmente ho notato dei benefici utilizzando un cuscino da meditazione.Trova la postura corretta. La postura influenza profondamente la qualità della pratica meditativa. Per trovare il giusto assetto prova a dondolarti a destra e sinistra, avanti ed indietro, finché non trovi il tuo punto di equilibrio. L’addome deve essere leggermente sporgente, la testa deve spingere verso l’alto, con il mento rientrato ed il naso in linea con lo stomaco. Nel corso della meditazione la bocca deve rimanere chiusa, con la lingua appoggiata al palato. Inizialmente questa posizione può apparire molto artificiosa, ma con la pratica diviene estremamente naturale.Raccogli le mani in posizione zazen. Durante la meditazione le mani sono raccolte ed appoggiate sui piedi, la sinistra sotto la destra, con i pollici che formano una linea orizzontale ed i mignoli che sfiorano l’addome (vedi foto).Socchiudi gli occhi. Gli occhi non devono essere né aperti, per evitare le distrazioni, né chiusi, per evitare di… addormentarsi! Tienili leggermente socchiusi e rivolti verso un punto del terreno a circa un metro di distanza.Concentrati sul respiro. Ora che hai trovato la posizione corretta, concentra la tua attenzione sul respiro. Non forzarlo, limitati ad osservarlo. Senti l’aria che entra nei tuoi polmoni e poi lentamente esce. Ben presto ti accorgerai come mantenere la concentrazione su una cosa così semplice e naturale come il respiro non sia affatto… semplice. La tua mente inizierà a vagare, magari ricordandoti gli impegni della giornata. Non preoccuparti, è naturale. Senza forzature, riporta la tua attenzione al respiro, limitandoti ad osservare dall’esterno i tuoi pensieri.Utilizza un mantra. Per aumentare la tua concentrazione sul respiro, puoi utilizzare un mantra. Un mantra è una breve frase, che ripetiamo più e più volte. Sincronizza il mantra al tuo respiro. Tra i mantra più utilizzati nel corso della meditazione vi è il classico “Ham-Sa“. Questo è un mantra naturale, in quanto riproduce il suono del nostro respiro, dove “ham” viene ripetuto mentalmente durante l’inspirazione e “sa” durante l’espirazione. Un altro mantra molto diffuso è il “So-Hum” (la cui pronuncia è: “So-Am”), che in sanscrito significa “Io sono questo”, dove questo è l’intero universo. Anche in questo caso il mantra va sincronizzato con il respiro: il “So” è pronunciato mentalmente durante l’inspirazione e l'”Hum” durante l’espirazione. Se poi sei uningegnere puoi utilizzare come mantra i numeri! A parte gli scherzi, un’altra tecnica per mantenere la concentrazione sul respiro è proprio quella di contare fino a 10 (dove i numeri dispari sono le ispirazioni ed i pari le espirazioni) e poi ricominciare da capo.Trova la tua durata ideale. Parliamoci chiaro, qui nessuno è un monaco zen che può dedicare alla meditazione intere giornate, eppure è opportuno dedicare a questa pratica un tempo sufficiente. L’ideale sarebbero due sessioni di meditazione (una al mattino ed una alla sera) di 15-20 minuti ciascuna. Ma è giusto che ognuno trovi la sua durata ideale, per farlo esiste un piccolo trucchetto: nel corso della meditazione avrai la tentazione di smettere ed alzarti. Invece di cedere al primo impulso, limitati ad osservarlo per 3 volte, riportando l’attenzione al tuo respiro. Alla terza volta, concludi pure la tua meditazione, ritornando lentamente ai tuoi impegni.

That’s it! Ti aspettavi qualcosa di mistico, profondo o segreto?! Mi spiace averti deluso, ma la meditazione è quanto di più naturale possa esistere. Non solo, quella cha abbiamo visto è la meditazione “formale“. In realtà, puoi entrare in uno stato meditativo in qualsiasi situazione ed in qualsiasi contesto, riportando la tua attenzione sul respiro ed osservando in maniera distaccata pensieri ed eventi esterni. Oltre ai benefici citati, ti accorgerai nel tempo come la meditazione riservi per te altri preziosi tesori.

Mi auguro che questo articolo ti abbia incuriosito quanto basta per iniziare la tua pratica meditativa questa settimana stessa. Prova e poi lasciami un commento. Buona giornata. Andrea.

Ps. Con soli 5 anni di meditazione alle spalle non mi ritengo affatto un esperto, ed in questo articolo ho cercato di condividere semplicemente i miei studi e la mia esperienza personale. Se questo argomento ti ha affascinato ed intendi approfondirlo, ti ho linkato di seguito alcune risorse che ho utilizzato per avvicinarmi a questa pratica:

Il Manuale di Meditazione di Claudio Lamparelli.L’app Headspace per iOS e Android.

Mi auguro ti siano utili. A presto.

Foto tratte da Google Immagini.

Come vivere con più leggerezza.

Imparare a prendersi meno sul serio non è superficialità, ma un'arte che permette di investire sulla qualità della vita

Per alcuni è facile, per altri può essere un percorso da imparare con fatica nel corso della vita: la verità è la leggerezza dell'anima e la nostra voglia di affrontare le cose con un sorriso sono messe a dura prova dagli impegni e i ritmi stressanti delle nostre giornate. Imparare a prendere il mondo meno sul serio non è impossibile. Innanzitutto esercitati a vivere con più elasticità verso ciò che fai.

1) Secondo un’indagine statunitense, le persone utilizzano in media il 20% di ciò che possiedono: l'80% è l'ingombro di oggetti che tendiamo a non usare, ma di cui non riusciamo a fare a meno. Prenditi un week end per trasformare casa: vecchi cassetti, bauli, ripostigli strabordanti ti permetteranno un viaggio nel passato da cui riemergere un po' più leggeri. Consigliati due sacchi, in cui riporre, rispettivamente, le cose da buttare e quelle che possono servire agli amici.

2) L'armadio merita un discorso a parte, perché i vestiti non rappresentano semplicemente ciò che serve a ognuno di noi per uscire o andare al lavoro: al look appartengono capitoli di vita in cui viene a galla una faccia di noi completamente diversa da un anno all'altro. Sbircia nel guardaroba e chiediti: cosa non fa più parte di me? L'immagine che abbiamo di noi stessi cambia costantemente. Prova gli abiti che non indossi da tempo, elimina quello che non va più bene o ciò che, semplicemente, non ti fa sentire bene nella tua pelle. Puoi preparare un sacco con i vestiti che potrebbero piacere a familiari e amici. Scegli chi vuoi essere nel presente e lascia andare il passato.

3) Prova a pensare al modo in cui sviluppi le relazioni nella tua vita, ti dirà molto del modo in cui sei capace, o incapace, di creare relazioni basate su libertà, leggerezza, entusiasmo. Ci sono amici a cui siamo molto legati, che, tuttavia, finiscono con il riversare su noi continue frustrazioni, problemi, rabbia, magari con telefonate o chiacchierate interminabili: inizia a sottrarti, con gentilezza e, se all'inizio vuoi usare una certa diplomazia, una scusa. Sia l'amore, sia l'amicizia sono costruttivi quando ti permettono di respirare, sentirti libero di seguire le tue inclinazioni e desideri, esprimerti senza difficoltà.

4) Il tentativo di controllare costantemente tuttoavvelena il lato più vitale e imprevedibile dell'esistenza. Non è possibile prevedere la vita. Viviamo in una società costantemente in corsa verso obiettivi e traguardi: impara a comunicare con i tuoi desideri, poniti pochi ma sostanziali mete, che ti permettano di aver presente quali sono i valori in cui credi e ciò di cui hai bisogno per sentirti bene. Nello stesso tempo, allenati a vivere anche il lato sorprendente delle giornate e prova a prendere gli imprevisti come un dono, invece che qualcosa contro cui arrabbiarti.

5) Molta della nostra frustrazione arriva dai giudizi continui con cui mortifichiamo noi stessi e gli altri. Prova a pensarla così: nello stesso modo in cui tu fai delle scelte secondo ciò che ti detta il cuore o in linea con il tuo modo di ragionare, gli altri, allo stesso modo, sono guidati dalle loro esperienze di vita, spesso radicalmente differenti dalle tue. Nel corso della giornata, prova a rimanere attento ai momenti in cui dai giudizi: ti accorgerai quanto siano numerosi, costantemente. Se solo sapessimo di più della vita altrui, sarebbero decisamente meno i giudizi che ne diamo.

6) Qualcuno ti ha fatto arrabbiare o riesce sempre a innervosirti? Smetti di giustificarti e nello stesso modo smetti di convincere gli altri. Lo facciamo di continuo, eppure interrompere questo meccanismo è rivoluzionario. Spiega la motivazione delle tue azioni, nel momento in cui ti viene richiesto, ma non prendere a cuore il tentativo sotterraneo di cercare di convincere qualcuno a ragionare o agire in modo diverso. Cercare di far diventare gli altri uguali a noi stessi è una delle più grosse fonti di infelicità e frustrazione.

7) Allenati a creare momenti di piacere e bellezzaall'interno della tua vita. Non servono grandi disponibilità economiche o una vacanza ai Tropici: si tratta di rendere ogni giorno più interessante e viva la tua esistenza grazie a ciò che ami. Cinema, una cena cucinando con gli amici, la domenica al parco o una pausa pranzo da trasformare in picnic, sono moltissime le piccole sorprese con cui rallegrare te stesso e chi ti circonda.

8) Giusto o sbagliato, positivo o negativo sono solo opinioni sulle conseguenze che certi eventi hanno nella nostra vita. Le cose accadono: possiamo cercare di ragionare, interpretare o scovare mille motivazioni tali da giustificarne l'esistenza, ma in realtà non sappiamo il perché di certi avvenimenti. Guardare i fatti dandone un giudizio solo in relazione di ciò che essi comportano per la nostra vita non ti aiuterà a affrontare meglio le cose. Più ti eserciterai a osservare le cose prendendole da una certa distanza, più i tuoi giudizi sul mondo e sulle persone progressivamente tenderanno a sgretolarsi.

9) Evita di rendere problemi e difficoltà più grandi di ciò che siano. Impara a rimpicciolire l'importanza delle situazioni negative e a trasformarle in una risorsa con cui attuare dei cambiamenti alla giornata o alla tua vita. Essere vivi significa continuare a esercitare il nostro dinamismo e la nostra capacità di adattarci al flusso dell'esistenza.

10) Quali sono le zavorre emotive di cui sei vittima? Storie d'amore finite male, rapporti di lavoro burrascosi, relazioni nella famiglia che creano dolore: concediti una serata libera in cui sdraiarti in un posto comodo di casa e ripensare a tutte le persone che hanno fatto, o che ancora sono parte della tua vita. Di ognuno pensa a ciò che ti trasmette, chi riesce a darti il buon umore anche in una giornata no e i rapporti che avvelenano, consciamente o no, la vita. Non esiste un modo definitivo per superare gli eventi che hanno creato dolore nella nostra vita, ma iniziare a vederli con lucidità ti aiuterà a lasciarli andare. Non è possibile cambiare il passato, ma puoi iniziare a scegliere il tuo presente. Da adesso.

giovedì 9 aprile 2015

I 15 segni che stai con un brav'uomo.

MAN WOMAN IN LOVE

Quando si parla di appuntamenti e di rapporti romantici, mi ritrovo spesso a chiedermi come alcune persone possano finire in compagnia di certe altre. A chiedermi perché queste non si limitino ad andarsene, nel momento in cui non vengono trattate come meritano, e a sperare fra me e me che poi siano davvero in grado di apprezzare un compagno che sappia fare gioco di squadra, quando invece succede che vengano trattate esattamente come meritano.
Credo che di questi tempi, a confondere le idee, buona parte del problema stia nel fatto che in pochi hanno in mente un concetto ben nitido di come un rapporto sentimentale sano debba funzionare, oppure di come un "brav'uomo" -- o una brava donna -- debbano comportarsi col proprio partner. Per provare a fare un po' di chiarezza ho assemblato una lista dei comportamenti che ogni brav'uomo dovrebbe saper adottare all'interno di un rapporto.
1, Un brav'uomo non ti farà mai dimenticare quanto ti ama.
Ho avuto innumerevoli conversazioni con persone che mi hanno confidato che nel loro rapporto non c'era alcuna affettività. L'uomo della loro vita non le faceva sentire amate, desiderate o apprezzate. E questo è un frammento cruciale del mosaico -- un brav'uomo ti rammenterà sempre di quanto tu sia importante per lui.
Se qualcuno ti ama veramente, lo saprai, te ne accorgerai. In caso contrario, starai sempre lì a domandarti se sia così.
2, Un brav'uomo ti offrirà sempre il suo sostegno.
Indipendentemente dal fatto che tu voglia tornare a scuola dopo vent'anni per ottenere un master, avviare la tua carriera di cantante o restartene a casa per crescere la tua famiglia, un brav'uomo ti offrirà sempre il suo sostegno, e appoggerà le tue aspirazioni nella vita. Non ti scoraggerà mai, né mai ti farà sentire incapace di fare ciò che ti prefiggi. Starà al tuo fianco ad ogni passo, celebrando le tue conquiste, e consolandoti per le sconfitte.
3, Un brav'uomo saprà esserti d'ispirazione.
Questo aspetto va un passo oltre il sostegno, che può esser qualcosa di più passivo. Per ispirare qualcuno bisogna impegnarsi sia nel modo in cui si vive la propria vita che in quello in cui s'incoraggia gli altri a vivere le proprie. L'impeto e l'ambizione di un brav'uomo che insegue le proprie passioni sono contagiose.
4, Un brav'uomo si darà da fare per conquistare la tua fiducia.
Un brav'uomo vorrà che tu ti senta sicura e a tuo agio all'interno del vostro rapporto. La pietra angolare di tutto questo è sentire di potersi fidare di qualcuno, e lui se ne renderà perfettamente conto. Senza la fiducia non ci sono le basi né per l'amore né per il rispetto.
Lui sarà in grado di capire che la fiducia non si regala -- ce la si deve guadagnare, e poi ce la si deve saper conservare.
5, Un brav'uomo ti farà sempre sentire bella.
Capirà che farti sentire bella non significa solo pronunciare le corrispondenti parole in tua presenza. Significherà invece farti davvero sentire bella. Nel modo in cui ti guarda, ti sfiora e ti tratta. Quando t'impegnerai a prenderti cura del tuo aspetto, ne saprà cogliere i dettagli, e starà lì a ricordarti di quanto ancora ti trovi attraente, anche quando non penserai di esserlo.
Un brav'uomo lo capirà, indipendentemente dal fatto che te ne stia in tuta sul divano, o che indossi un abito di gala: quando ami qualcuno per ciò che è, tutto ciò che li riguarda diventa bello.
6, Un brav'uomo ti farà sempre sentire al sicuro.
L'ho sempre detto: sono convinta che uno dei migliori complimenti che una donna possa fare al proprio partner è dirgli che in sua compagnia si sente sicura. Per quanto possa essere attratta da te, per quanto possa trovarti spiritoso, per quanti soldi tu possa avere, se di notte una donna non riesce a dormire serenamente al tuo fianco, il resto non conta.
7, Un brav'uomo si prenderà cura delle piccole cose.
Hai bisogno di passare in farmacia, ma esci tardi dall'ufficio? Ti eri interessata all'apertura di una qualche mostra, e si è dato da fare per portartici? Per quanto secondarie possano sembrare certe cose (jamesmsama.com/2014/08/30/15-small-things-that-are-actually-big-things-to-her/), lui capirà che in realtà sono le più importanti, e contano più di tutto il resto.
8, Un brav'uomo non supererà mai quel confine.
Diverbi e perfino litigi sono fenomeni naturali all'interno di un rapporto, ma non c'è motivo di scendere sul personale, di cominciare a offendere, e mai -- mai -- di diventare violenti. Un brav'uomo saprà restare calmo e concentrarsi sull'argomento sul tavolo.
9, Un brav'uomo cercherà sempre di migliorarsi.
Imparare nuove cose, sviluppare altre abilità, immergersi in un nuovo libro o seguire un documentario: un brav'uomo che aneli costantemente a migliorarsi rappresenterà per te una sfida intellettuale, e terrà sempre accesa la tua concentrazione. Certo, è per se stesso che farà tutto questo, ma il valore aggiunto sarà l'impatto positivo che avrà sul vostro rapporto.
10, Un brav'uomo si renderà conto che i fatti contano ben più delle parole.
Avere la persona giusta nella tua vita farà sì che tu capisca che le persone che fanno promesse da marinaio non meritano il tuo rispetto. È la gente che i propri impegni li mantiene che lo merita, e lui dovrà essere uno di quelli.
11, Un brav'uomo saprà aprirsi a te.
Per alcuni manifestare le emozioni può risultare particolarmente difficile, che siano le proprie paure o i desideri più profondi, ma avere la persona giusta nella propria vita aiuta spesso a spalancare quelle porte. Un brav'uomo, pur nella consapevolezza che esistano alcuni aspetti che devono restare privati, non ti nasconderà le cose, né reprimerà i suoi sentimenti, perché capirà che questo non farebbe altro che produrre ulteriori tensioni e frustrazioni.
12, Un brav'uomo sarà sempre sincero con te.
Ponendo le basi di un rapporto felice e sano, un brav'uomo si renderà conto di come l'onestà sia sempre la politica migliore (jamesmsama.com/2014/09/24/10-lies-men-should-stop-telling-women/).
13, Un brav'uomo farà sempre sì che tu ti senta a tuo agio a dire la verità.
Sentirsi a proprio agio in un rapporto (nel senso migliore della parola, non quel genere di agio che t'impigrisce) nasce dalla libertà d'aprirsi e di esser sinceri col tuo partner -- e la libertà di farlo deriva dalla consapevolezza che non si verrà mai giudicate. Un brav'uomo t'incoraggerà ad aprirti e a condividere con lui i tuoi sentimenti. Quando condividi qualcosa con lui non dovresti mai aver alcun timore che lui s'imbizzarrisca, o che abbia reazioni eccessive.
Ciò significa sentire la libertà d'essere, in sua compagnia, la versione più genuina e senza censure di te stessa.
14, Un brav'uomo non sarà mai violento.
Forse il punto più importante di tutti. Che sia di natura psicologica, emotiva o fisica, un brav'uomo non contemplerà mai l'idea di comportarsi in alcun modo che sia violento o dannoso nei tuoi confronti. Se ciò dovesse accaderti, ti prego di avere sufficiente coraggio e rispetto di te stessa da parlarne con qualcuno o da andartene immediatamente via. Nessuna brava persona si comporterebbe in questo modo, e la cosa non migliorerà per conto suo.
15, Un brav'uomo starà sempre al tuo fianco.
Quando un uomo dedica il proprio amore e il proprio tempo a qualcuno, non ci sono clausole o requisiti che tengano. Ci saranno dei bei momenti, e momenti non-così-belli. Ci saranno momenti difficili e si verificheranno situazioni imprevedibili. Ma resterà comunque al tuo fianco, e saprà giocare di squadra per superarli.
Ovviamente qui c'è un asterisco. Ciò non significa che tu debba sentirti libera di mancare di rispetto al tuo partner, di mentirgli o d'ingannarlo. Non significa poterne tradire la fiducia e poi pretendere pure che resti con te per il semplice fatto che ha promesso di stare al tuo fianco. Il punto che stiamo affrontando adesso riguarda le difficoltà che affrontate insieme, e l'integrità necessaria a non voltare le spalle e andartene quando le cose si fanno difficili.
Chiunque sarebbe in grado restare con te nei giorni di sole. La vera prova del carattere di un uomo sta nel fatto che poi resti a reggerti l'ombrello nei giorni di pioggia.
Ricorda, se la persona con cui stai s'impegna ad essere questo genere di persona per te, ti prego, fagli sapere quanto l'apprezzi. Perché per quanto gentili si possa essere, non c'è senso di vuoto più profondo che donare il proprio cuore a qualcuno, e sentire che la cosa viene data per scontata.

sabato 21 marzo 2015

Esperimento: crescita personale e obiettivi odierni. ©*LorySmile*

Hai voglia di migliorarti? Comincia dalle piccole cose... da piccoli (in realtà grandi) obiettivi. Oggi mi sono preposta di compiere delle semplici azioni, che ti elencheró qui sotto... sto cominciando a scrivere questo articolo di mattina, ma lo lascerò in "bozze" e continuerò a scriverlo durante l'arco della giornata per esprimerti i risultati, le sensazioni e le conclusioni che potrò, in serata, trarne! Cominciamo!

1. Sveglia presto, doccia, cambiarsi, caffè, colazione sana (importante non saltarla, io purtroppo spesso rimango solo col caffè e in tarda mattinata mangio qualcosa), porsi degli obiettivi da seguire e raggiungere nell'arco della giornata. I miei di oggi li elencheró man mano che passano le ore.

2. Mettere ordine nella propria mente e nelle proprie azioni. Per carpirne il concetto mi prepongo di ordinare due stanze della propria casa nei minimi particolari e angoli in massimo 60 minuti... nulla deve essere fuori posto o sporco. Ho scelto le stanze che più ci ripugna pulire: i due bagni... alla fine del mio lavoro vi elencheró le sensazioni e quel che ne traggo. VADO E TORNO. FATTO. Tornata più stanca del previsto!! Ma il lavoro é ben fatto!!! Posso dire di avere un futuro non solo nelle mie passioni (informatica, grafica, suono, canto, fotografia) ma anche nel settore delle pulizie u.u"... a casa!! Comunque ho anche avuto una ferita di battaglia, un bernoccolo per una finestra nel posto sbagliato XD ahahah! Ho pulito le finestre, le porte, i vetri, gli specchi, i mobili, la ceramica, doccia, mattonelle, lavatrice, angolini più insulsi e solitamente tralasciati da altri membri della famiglia. Conclusione: se ti dai da fare puoi riuscirci, come in questo, anche in tutto il resto... e nel modo migliore possibile... e puoi sapere cosa altri fanno o non fanno nella tua famiglia durante le loro pulizie (se vivi solo/a non é lo stesso) e che almeno tu lo sai! Stanca, riposo mezz'ora sul lettino (ho dato troppo olio di gomito ovunque!).

3. Cercare colleghi e colleghe fuori corso che vogliano sfruttare un po' del nostro tempo a studiare insieme, visto che (anche se con ottimi risultati) sempre soli non si può! Troppo stress. Il lavoro di studio da soli vá fatto, ma é anche bene testare cosa si sa, cosa non si sa, aiutarsi ripetendo e facendosi domande... e in più é ancora meglio quest'ultima fase! Mentre io ho sempre fatto tutto da sola, spesso aiutando io gli altri, con i miei appunti ben ordinati o le mie dispense personali... e chi ha aiutato me lo/la ringrazio perché é stato/a uno/a dei/delle pochi/che! OK. COMINCIO A CERCARE dapprima tra chi conosco e dopo vedere chi si nasconde bene e magari ha più bisogno di tutti/e di un aiuto!! A TRA POCHI MINUTI!! ... ... va bene, ho trovato una soluzione alternativa! Creato un gruppo per i fuoricorso su facebook, così da rintracciarsi tutti facilmente, e gli utenti aumentano a dismisura... chi lo sapeva che eravamo così tanti... oltre chi già conoscevo? Bene. Nei giorni pian piano si chiederá e fará qualcosa l'un per l'altro, spero. Ho fatto una buona azione!! XD Passo a un nuovo obiettivo!!

4. Studiare bene delle pagine di una materia... massimo 100!! VADO E TORNO. Son passate tre ore ed ECCOMI! Studiate 83 pagine e altre 38 ripassate! Dai, meglio di così per oggi, per una materia informatica e matematica, non si può!! Ottimo, sentirsi soddisfatti del lavoro svolto é buona cosa per l'autostima!

5. Postare un articolo sul blog (oltre questo) che possa aiutare o incuriosire il prossimo. VADO. FATTO. Ho postato due articoli inerenti i Chakra... argomento molto interessante... e credo lo sia anche per voi!

6. Preparare la cena e cenare! FATTO! E riempita la pancia che mi brontolava già da un po'! Soddisfazione! Pasta al salmone e gamberetti!

7. Ripassare e andare a nanna... o se preferite ed é sabato o domenica: si esce! Tra gli impegni di uno studente o di un lavoratore c'è sempre il bisogno di svago e scaricare lo stress in eccesso! Godetevi il meritato riposo! Io me lo sono meritato... quindi adesso esco e poi nanna!

A presto con un altro articolo meno "monotono"!! Un abbraccio by *LorySmile* - Lorenza Cicero.

Puoi Farcela :D !

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